Sostegno a distanza - SAD

SOSTEGNO-A-DISTANZA

Il Sostegno a Distanza (SAD) non si riduce soltanto all’atto di solidarietà di chi offre un aiuto economico, diretto a soddisfare un bisogno alimentare, sanitario, sociale o educativo di una persona, spesso un bambino, di un gruppo familiare o di una comunità. Deve tradursi in un impegno, un atto responsabile e consapevole che comporta il rispetto della dignità e della cultura del beneficiario, ne promuove l’autosviluppo senza allontanarlo dal Paese originario, producendo una ricaduta positiva anche sul suo contesto - famiglia, comunità e ambiente.

Il sostegno a distanza contribuisce così ad una maggiore consapevolezza e alla diffusione di una cultura di solidarietà e di pace, dove la diversità acquista valore e la lotta contro la povertà si accompagna al cambiamento del proprio stile di vita.

La prima “adozione a distanza”, come è stata definita per molti anni, avviene nel 1958 negli Stati Uniti, per iniziativa di un missionario italiano.

In Italia, le prime azioni sono avviate agli inizi degli anni settanta. Negli anni ottanta e novanta, si assiste ad una forte crescita della solidarietà, di orientamento sia religioso sia laico, anche per effetto della maggiore visibilità delle drammatiche condizioni di vita di molte popolazioni nei Paesi del Sud del mondo a causa di guerre, carestie, calamità naturali.

Nel suo percorso storico, “l’adozione” a distanza diventa uno strumento per l’attuazione dei principi sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia (1989) che mira a garantire la tutela dei diritti dei bambini con l’obiettivo del loro maggiore interesse.

All’espressione “adozione” a distanza si preferisce il termine sostegno a distanza, per evitare che sia confusa con l’adozione internazionale che prevede il rapporto genitore/figlio regolamentato da specifiche norme. Il sostegno a distanza diventa strumento di cooperazione internazionale e di riequilibrio delle ingiustizie sociali nella dimensione globale.

Sono tre i soggetti direttamente coinvolti: il sostenitore, il beneficiario e l’organizzazione.

Il sostenitore partecipa responsabilmente, con un aiuto economico costante, generalmente una quota annuale, al mantenimento dell’impegno assunto nei confronti del bambino o della comunità e comunque al finanziamento di un progetto proposto e concordato con l’organizzazione. Presenta un atteggiamento attivo che comporta diritti quali: visitare la sede dell’organizzazione, visionare i bilanci, ricevere le relazioni sulla situazione locale, monitorare il progetto.
Ma il sostenitore è invitato anche ad un maggior coinvolgimento: partecipare alle riunioni, promuovere l’attività dell’organizzazione e aumentare le adesioni al sostegno, impegnarsi nelle iniziative di autofinanziamento, essere informato sulla situazione del paese sede del progetto. Si trova così coinvolto in un processo partecipativo e di acquisizione di una maggiore consapevolezza che parte dalla riflessione sulle cause della disuguaglianza tra il Nord e il Sud del mondo.

Il soggetto beneficiario può essere un minore, un adulto, una famiglia, un gruppo di persone o un’intera comunità. Con essi il sostenitore instaura un vero e proprio rapporto diretto. Il beneficiario conosce il processo che ha determinato la realizzazione del progetto di sostegno e diventa consapevole dell’interazione con il sostenitore.
Sovente, soprattutto quando si tratta di un bambino o una bambina, il rapporto continua fino al raggiungimento della maggiore età. Si può instaurare un rapporto epistolare con la famiglia o lo stesso bambino, se in età scolare, che consente al sostenitore di seguire, con maggiore o minore discrezione, la sua crescita, i suoi progressi e i passaggi più importanti della sua giovane vita che si svolge comunque all’interno del contesto di origine.

L’organizzazione si impegna, nei confronti del sostenitore, ad attivare il rapporto con le popolazioni locali e accertare il loro consenso, a reperire referenti sul posto che siano affidabili e controllabili, a gestire il fondo con efficacia e trasparenza e a garantire l’informazione periodica sulla gestione finanziaria e sull’andamento del progetto.


 

 

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